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Galassia Girandola
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La mwdgGalassia Girandola (nota anche come mwdwmweaM 101, o mweqmwegNGC 5457) è una mwewgalassia a spirale nella mwfacostellazione dell'mwfqOrsa Maggiore. La galassia fu scoperta nel mwfg1781 da mwfwCharles Messier e da mwgaPierre Méchain. mwgqWilliam Herschel fu il primo a osservare delle piccole macchie (che in realtà erano dei frammenti dei bracci a spirale) circondare la galassia.

Contents

Note
Libri

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Osservazione

In condizioni eccellenti, M101 può essere osservata anche con un semplice mwiqbinocolo; infatti, grazie alla sua estensione e alla sua relativa vicinanza a noi, M101 è una delle galassie più brillanti del cielo. La sua individuazione è facile, grazie alla presenza di un'appariscente concatenazione di stelle di sesta e settima mwigmagnitudine ad est della brillante mwiwstella mwjaMizar. Le sue dimensioni impongono l'uso di ingrandimenti abbastanza bassi per la sua osservazione; occorre comunque un mwjqtelescopio di almeno 250mwjg mm per iniziare a distinguere il nucleo, più brillante, e i frammenti dei bracci a spirale. Gli stessi bracci offrono, in buone condizioni, un bello spettacolo con un telescopio da 400mwjw mm a largo campo.cite-ref-nuor-1-0[1]

La sua mwlqdeclinazione è molto settentrionale: infatti questa galassia si presenta mwlgcircumpolare da buona parte dell'mwlwemisfero boreale, come tutta l'mwmaEuropa e quasi tutto il mwmqNordamerica; dall'mwmgemisfero australe invece è possibile osservarla fino a latitudini temperate medio-basse.cite-ref-2[2] Il periodo migliore per la sua osservazione nel cielo serale è quello compreso fra febbraio e settembre.

Storia delle osservazioni

Il primo ad osservare questa galassia fu mwoqPierre Méchain, che la descrisse come una nube senza stelle, oscura e piuttosto larga, a nord della coda dell'Orsa Maggiore;cite-ref-seds-historical-notes-3-0[3] in seguito fu inserita nel mwpgCatalogo di Messier. mwpwWilliam Herschel nel mwqa1784 annotò che quest'oggetto possiede un aspetto nebuloso, e cercò di risolverlo in stelle, ovviamente senza riuscirci.cite-ref-seds-historical-notes-3-1[3] mwrqLord Rosse la osservò con il suo telescopio durante la metà dell'mwrgOttocento e fu il primo a notare il suo aspetto a spirale.cite-ref-seds-historical-notes-3-2[3]

Caratteristiche

M101 dista circa 21.000.000 mwuganni luce dalla mwuwTerra, ed è una galassia di tipo Sc (spirale non compatta); da un osservatore a terra è vista esattamente "di faccia", ma i suoi bracci sono visibili solo con un grande telescopio. Il diametro della galassia è circa 170.000 mwvaanni luce, ovvero quasi doppio rispetto al diametro della nostra mwvqGalassia.

Dall'inizio del mwvwNovecento, sono state scoperte cinque mwwasupernovae in questa galassia:

• SN 1909A, scoperta il 26 gennaio mwww1909 da mwxaMax Wolf;
• SN 1951H, di tipo II, scoperta nel mwxg1951;
• SN 1970G, scoperta il 30 giugno mwya1970cite-ref-4[4];
• mwzgSN 2011fe, scoperta il 24 agosto mwzw2011, è stata la più luminosa, raggiungendo la magnitudine 10;
• SN 2023ixf, di tipo II, scoperta il 19 maggio 2023cite-ref-5[5], ha raggiunto la magnitudine 10,8.

L'osservazione, nel mwbg1994-mwbw95, delle mwcacefeidi situate nella galassia da parte del mwcqtelescopio Hubble ha permesso di stabilire esattamente la distanza di M101.

Struttura

M101 è una galassia di notevole estensione se comparata con la mweaVia Lattea; secondo diversi studi la sua massa sarebbe di circa 16 miliardi di masse solari, ma sembrerebbe essere un valore troppo basso, forse dovuto alla bassa luminosità superficiale della galassia; secondo le nuove scoperte, che comprendono l'individuazione di mweqregioni H II e una forte velocità di rotazione, la massa di M101 sarebbe compresa fra 100 e 1000 miliardi di masse solari.cite-ref-nasa-mass-estimate-6-0[6]

Un'altra proprietà particolare di questa galassia è la presenza di vaste e luminosissime regioni H II, che nelle fotografie raggiunge il numero di 3000 unità; queste regioni, in cui ha luogo la mwfwformazione stellare, contengono un gran numero di stelle giovani e calde, di colore blu.

Da un lato la galassia presenta un'asimmetria; si crede che si sia formata in tempi astronomicamente recenti a causa dell'interazione con un'altra galassia, che ne ha deformato i bracci a causa delle potenti forze mareali. Inoltre, questo incontro ha amplificato le onde di densità del bracci della galassia, che ha causato a sua volta la compressione del mwgqmezzo interstellare con conseguente aumento dell'attività di formazione stellare.

Gruppo di M101

M101 possiede cinque galassie compagne di discrete dimensioni: mwhqNGC 5204, mwhgNGC 5474, NGC 5477, NGC 5585 e Holmberg IV.cite-ref-carnegieatlas-7-0[7] Come detto sopra, l'interazione fra M101 e le sue mwjggalassie satelliti può aver favorito l'aumento della formazione stellare nei bracci di M101; inoltre sembra che questa galassia sia stata distorta dalla vicina mwjwNGC 5474.cite-ref-carnegieatlas-7-1[7] M101 e le sue galassie compagne formano la quasi totalità del mwlagruppo di galassie noto come mwlqGruppo di M101.cite-ref-nbg-8-0[8]cite-ref-fouqueetal1992-9-0[9]cite-ref-garcia1993-10-0[10]cite-ref-giuricinetal2002-11-0[11]

Note

cite-note-nuor-11. mwraFederico Manzini, mwrqmwrgNuovo Orione - Il Catalogo di Messier, 2000.
cite-note-22. Una declinazione di 54°N equivale ad una distanza angolare dal polo nord celeste di 36°; il che equivale a dire che a nord del 36°N l'oggetto si presenta circumpolare, mentre a sud del 36°S l'oggetto non sorge mai.
cite-note-seds-historical-notes-33. mwuqmwugmwuwSEDS Historical Notes, su mwvaseds.org mwvq(archiviato dall'mwvgurl originale il 2 gennaio 2007).
cite-note-44. Ha raggiunto la magnitudine 12,1: mwwgAfterlife of a Supernova
cite-note-55. mwxgmwxwmwyaAstroNote 2023-119 | Transient Name Server, su mwyqwww.wis-tns.org. mwygURL consultato il 20 maggio 2023.
cite-note-nasa-mass-estimate-66. mwzg(mwzwmw0aEN) mw0qmw0gNASA - Hubble's Largest Galaxy Portrait Offers a New High-Definition View, su mw0wwww.nasa.gov. mw1aURL consultato il 25 novembre 2025 mw1q(archiviato dall'mw1gurl originale il 20 agosto 2022).
cite-note-carnegieatlas-77. mw3aA. Sandage, J. Bedke, mw3qCarnegie Atlas of Galaxies, Washington, D.C., Carnegie Institution of Washington, 1994, mw3gISBNmw3w 0-87279-667-1.
cite-note-nbg-88. mw5aR. B. Tully, mw5qmw5gNearby Galaxies Catalog, Cambridge, Cambridge University Press, 1988, mw5wISBNmw6a 0-521-35299-1.
cite-note-fouqueetal1992-99. mw7qP. Fouque, E. Gourgoulhon, P. Chamaraux, G. Paturel, mw7gmw7wGroups of galaxies within 80 Mpc. II - The catalogue of groups and group members, in mw8aAstronomy and Astrophysics Supplement, vol.mw8q 93, 1992, pp.mw8g 211-233.
cite-note-garcia1993-1010. mw9gA. Garcia, mw9wmw-aGeneral study of group membership. II - Determination of nearby groups, in mw-qAstronomy and Astrophysics Supplement, vol.mw-g 100, 1993, pp.mw-w 47-90.
cite-note-giuricinetal2002-1111. mw-wG. Giuricin, C. Marinoni, L. Ceriani, A. Pisani, mwaqamwaqeNearby Optical Galaxies: Selection of the Sample and Identification of Groups, in mwaqiAstrophysical Journal, vol.mwaqm 543, 2000, pp.mwaqq 178-194, mwaquDOI:mwaqy10.1086/317070.

Bibliografia

Libri

• mwaqs(EN) Stephen James O'Meara, Deep Sky Companions: The Messier Objects, Cambridge University Press, 1998, ISBN 0-521-55332-6.

Carte celesti

• mwaq8Toshimi Taki, Taki's 8.5 Magnitude Star Atlas, su geocities.jp, 2005. URL consultato il 7 novembre 2010 (archiviato dall'url originale il 5 novembre 2018). - Atlante celeste liberamente scaricabile in formato PDF.
• mwareTirion, Rappaport, Lovi, Uranometria 2000.0 - Volume I - The Northern Hemisphere to -6°, Richmond, Virginia, USA, Willmann-Bell, inc., 1987, ISBN 0-943396-14-X.
• mwarmTirion, Sinnott, Sky Atlas 2000.0 - Second Edition, Cambridge, USA, Cambridge University Press, 1998, ISBN 0-933346-90-5.
• mwaruTirion, The Cambridge Star Atlas 2000.0, 3ª ed., Cambridge, USA, Cambridge University Press, 2001, ISBN 0-521-80084-6.

Voci correlate
Altri progetti

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• Wikimedia Commons

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su galassia Girandola

Collegamenti esterni

• mwasq(EN) Messier 101 sul SEDS, su messier.seds.org.
• mwasy(EN) Immagini ad altissima risoluzione di M101, su spacetelescope.org. URL consultato il 4 marzo 2006 (archiviato dall'url originale il 15 gennaio 2007).
• citerefnioviace(EN) Catalogo NGC/IC on-line, su ngcicproject.org.
• citerefsimviace(EN) Dati di NGC 5457 - SIMBAD, su simbad.u-strasbg.fr. (dettagli identificatori, misure)
• citerefnedviace(EN) Dati di NGC 5457 - NASA Extragalactic Database, su ned.ipac.caltech.edu.
• citerefsedviace(EN) Dati di NGC 5457 - SEDS, su spider.seds.org.
• citerefvrsviace(EN) Dati di NGC 5457 - VizieR Service, su vizier.u-strasbg.fr.
• citerefalaviace(EN) Immagini di NGC 5457 - Aladin, su aladin.u-strasbg.fr.
• citerefskyviace(EN) Immagini di NGC 5457 - SkyView, su skyview.gsfc.nasa.gov.